
La classificazione degli incendi in Europa si basa su cinque classi principali (A, B, C, D, F), ma questa nomenclatura coesiste ancora con varianti nordamericane (A, B, C, D, K) e denominazioni obsolete che includono una classe E per gli incendi elettrici. Questa confusione di riferimenti complica la scelta degli agenti estinguenti e la formazione del personale. Qui tratteremo i punti tecnici che le guide generali trascurano.
Euroclassi di reazione al fuoco e classi di fuoco: due riferimenti distinti
Un errore ricorrente consiste nel confondere le euroclassi di reazione al fuoco dei materiali (A1 a F, con integrazioni s1 a s3 per il fumo e d0 a d2 per le gocce infiammate) con le classi di fuoco legate al combustibile. Le euroclassi descrivono il contributo di un materiale da costruzione alla propagazione di un incendio, non la natura del combustibile coinvolto.
Un pannello classificato A2-s1,d0 significa che contribuisce molto poco al fuoco, emette poco fumo e non produce gocce infiammate. Questa informazione è utile per i progettisti in edilizia e per gli uffici di controllo per la conformità degli edifici, in particolare in ERP.
Le classi di fuoco (A a F), invece, determinano quale estintore utilizzare di fronte a un incendio dichiarato. Mescolare questi due sistemi porta a errori di specifica nei cantieri e nei piani di sicurezza antincendio. Raccomandiamo di specificare sistematicamente il riferimento utilizzato in ogni documento tecnico interno.
Per saperne di più sulla classe di fuoco C e le sue particolarità legate ai gas, le specifiche operative meritano un’attenzione particolare data la possibilità di esplosione.

Classe F e incendi da cottura: perché gli estintori classici non sono sufficienti
Gli incendi di oli e grassi da cottura costituiscono la classe F nella nomenclatura europea. Un estintore ad acqua nebulizzata standard è controproducente su questo tipo di incendio: la proiezione di acqua su un olio portato oltre il suo punto di auto-infiammabilità provoca una vaporizzazione esplosiva, con proiezione di gocce infiammate.
L’agente adatto è un prodotto chimico umido (wet chemical), generalmente a base di acetato di potassio. Questo composto reagisce con i grassi per saponificazione, formando uno strato di sapone che soffoca le fiamme e abbassa la temperatura superficiale. Gli estintori con marcatura classe F sono gli unici validati per questo uso.
I coperchi anti-fuoco rappresentano anche una soluzione di primo soccorso nelle cucine professionali. Il principio è semplice: interrompere l’apporto di comburente per soffocamento meccanico. La loro efficacia dipende dall’adattamento al contenitore e dalla rapidità di intervento prima che il fuoco si propaghi alle cappe e ai condotti di estrazione.
Errore frequente nella ristorazione collettiva
Osserviamo regolarmente cucine dotate di estintori a polvere ABC posizionati come soluzione universale. Su un incendio di friggitrice, la polvere può disperdere i grassi infiammati senza raffreddarli sufficientemente. L’estintore a polvere ABC non sostituisce un estintore di classe F in cucina.
Incendi di gas classe C: interrompere prima di spegnere
La priorità operativa documentata per un incendio di gas è interrompere l’alimentazione prima di qualsiasi tentativo di estinzione. Spegnere la fiamma senza rimuovere la fonte di gas lascia persistere un miscuglio infiammabile nell’atmosfera, con rischio di riaccensione o esplosione.
Gli estintori a polvere BC o ABC consentono di controllare un incendio di gas quando l’interruzione dell’alimentazione non è immediatamente possibile. L’acqua è vietata. Il CO2 può essere utilizzato in spazi ristretti, ma la sua portata limitata lo rende poco adatto all’esterno.
- Interrompere la valvola di alimentazione del gas se accessibile senza pericolo, quindi monitorare eventuali perdite residue con un rilevatore adatto
- Ventilare l’area dopo l’estinzione per disperdere il gas residuo e prevenire la formazione di un’atmosfera esplosiva
- Non riaccendere apparecchi elettrici o fiamme libere prima di confermare l’assenza di gas mediante misurazione strumentale
Il monitoraggio post-estinzione è altrettanto critico quanto l’estinzione stessa: una perdita residua non rilevata in un locale chiuso può raggiungere il limite inferiore di esplosività in pochi minuti.
Incendi di metalli classe D e batterie al litio: agenti estinguenti specifici
Gli incendi di metalli (classe D) riguardano materiali come il magnesio, l’alluminio in polvere, il sodio o il titanio. Questi incendi raggiungono temperature molto elevate e reagiscono violentemente con l’acqua, che si decompone in idrogeno e ossigeno, alimentando la combustione.
Solo le polveri speciali classe D sono omologate per questi incendi. Esse agiscono per soffocamento formando una crosta isolante sulla superficie del metallo fuso. Le polveri ABC sono inefficaci e potenzialmente pericolose in questo caso.
Batterie agli ioni di litio: una classe emergente
La norma ISO 3941:2026 introduce una classe L dedicata agli incendi di batterie agli ioni di litio. Questi incendi presentano un’emballemento termico che libera gas infiammabili e tossici. Gli agenti estinguenti convenzionali non riescono sempre a fermare la reazione a catena interna alle celle.
- L’acqua in grande quantità rimane raccomandata per il raffreddamento esterno delle batterie in emballemento termico, nonostante i rischi di elettrolisi
- Le coperte di estinzione specifiche e i contenitori di contenimento immersi sono utilizzati nella logistica e nell’industria automobilistica
- Il ripristino dell’emballemento termico può verificarsi diverse ore dopo l’apparente estinzione, il che impone un monitoraggio prolungato
L’aggiunta di questa classe L testimonia l’evoluzione rapida dei rischi di incendio legati all’elettrificazione dei trasporti e allo stoccaggio di energia.

Scelta dell’estintore in base alla classe di fuoco: tabella di compatibilità
| Classe di fuoco | Combustibile | Agenti estinguenti adatti | Agenti vietati |
|---|---|---|---|
| A | Solidi (legno, carta, tessuto) | Acqua, acqua + additivo, schiuma, polvere ABC | CO2 da solo (inefficace su braci) |
| B | Liquidi infiammabili | Schiuma, polvere ABC/BC, CO2 | Acqua a getto (propagazione) |
| C | Gas | Polvere BC/ABC, CO2 | Acqua, schiuma |
| D | Metalli | Polvere speciale classe D | Acqua, CO2, polvere ABC |
| F | Oli e grassi da cottura | Agente chimico umido (wet chemical) | Acqua, polvere ABC |
Questa tabella sintetizza le compatibilità, ma ogni sito deve adattare il proprio parco di estintori ai rischi realmente presenti. Un magazzino che stocca batterie al litio non ha le stesse esigenze di una cucina centrale o di un’officina di lavorazione del magnesio. La conformità passa attraverso un’analisi del rischio specifica, non attraverso un’attrezzatura generica.