
Il codice APRM identifica le imprese artigianali iscritte al registro delle professioni, mentre il codice APE classifica ogni impresa secondo la sua attività principale nella nomenclatura NAF. Questi due identificatori amministrativi rispondono a logiche distinte, collegate a organismi diversi, con conseguenze concrete sulle obbligazioni sociali e contrattuali di un’impresa. Questo articolo misura i loro ambiti rispettivi, i loro punti di contatto e le differenze che possono costare care in caso di errore.
Codice APRM e codice APE: ambito comparato di due identificatori
La confusione tra codice APRM e codice APE si presenta regolarmente tra i creatori di impresa. La tabella qui sotto evidenzia le differenze strutturali.
| Critero | Codice APRM | Codice APE (codice NAF) |
|---|---|---|
| Significato | Attività Principale del Registro delle Professioni | Attività Principale Esercitata |
| Organismo emittente | Camer di Commercio e dell’Artigianato (CMA) | INSEE |
| Formato | Codice collegato al registro delle professioni | 4 cifre e 1 lettera |
| Base di classificazione | Registro delle professioni (attività artigianale) | Nomenclatura delle Attività Francesi (NAF) |
| Portata | Stato artigianale, accesso agli aiuti CMA | Statistiche, contratti collettivi, dispositivi fiscali |
| Imprese interessate | Artigiani e imprese artigianali solo | Tutte le imprese senza eccezione |
Un artigiano idraulico possiede sia un codice APRM (che certifica la sua iscrizione al registro delle professioni) sia un codice APE (che classifica la sua attività nella NAF). Entrambi possono designare la stessa attività, ma non servono gli stessi interlocutori.
Per comprendere il codice APRM con Les Vrais Indépendants, è necessario prima comprendere che questo codice condiziona il riconoscimento dello stato artigianale, mentre il codice APE determina il collegamento statistico e contrattuale.
Contratto collettivo e assicurazione disoccupazione: quando il codice APE pesa molto

Il codice APE non ha solo una portata statistica. Serve come riferimento per determinare il contratto collettivo applicabile a un’impresa. Un errore di attribuzione può comportare l’applicazione di un contratto inadeguato, con scale salariali, obblighi di formazione o regimi di previdenza che non corrispondono all’attività reale.
Un codice APE errato può modificare il contratto collettivo applicabile, generando contenziosi documentati. Il Village de la Justice segnala che questo errore di identificazione può costare caro sia ai datori di lavoro che ai dipendenti.
Il codice APE interviene anche nel dispositivo di bonus-malus sui contributi per l’assicurazione disoccupazione. Il Ministero del Lavoro precisa che questo meccanismo si applica a determinati settori definiti dal loro codice APE. La modulazione delle aliquote è calcolata per periodi successivi, l’ultimo va dal 1° settembre 2025 al 28 febbraio 2026. Un’impresa collegata al settore sbagliato può trovarsi soggetta a un’aliquota maggiorata non correlata alla sua attività reale.
Il codice APRM, al contrario, non ha alcuna incidenza diretta su questi meccanismi. Il suo ruolo rimane limitato al riconoscimento artigianale e ai dispositivi gestiti dalle CMA.
Riforma NAF 2027: cosa cambia per il codice APE e il codice APRM
A partire dal 1° gennaio 2027, l’INSEE applicherà una nuova nomenclatura NAF e attribuirà automaticamente un nuovo codice APE a tutte le imprese iscritte al registro Sirene. Questo cambiamento non si limita a un semplice ricodifica tecnica.
- Il ramo di attività apparente di alcune imprese potrebbe cambiare, modificando i loro collegamenti statistici e contrattuali.
- Le relazioni con finanziatori, partner o organismi assicurativi che si basano sul codice APE potrebbero essere influenzate.
- L’impresa non dovrà effettuare alcuna procedura per la riattribuzione stessa, ma dovrà verificare le conseguenze del nuovo codice sulle sue obbligazioni.
La riattribuzione sarà automatica, ma i suoi effetti non lo saranno. Un artigiano il cui codice APE cambia ramo potrebbe vedere evolvere il suo contratto collettivo di riferimento, modificare la sua idoneità a determinati dispositivi pubblici o ricalcolare i suoi premi per l’assicurazione professionale.
Per il codice APRM, la riforma del 2027 non è stata annunciata come avente un impatto diretto. L’iscrizione al registro delle professioni si basa su criteri di qualificazione e dimensione dell’impresa, non sulla nomenclatura NAF. Tuttavia, se il codice APE di un artigiano passa a un settore non artigianale dopo la ricodifica, la coerenza tra i due identificatori dovrà essere verificata presso la CMA.

Errore di codice APE: procedura di modifica e casi concreti
L’INSEE attribuisce il codice APE sulla base della dichiarazione di attività effettuata al momento della creazione dell’impresa. Se l’attività dichiarata non riflette la realtà, o se l’attività principale evolve nel tempo, il codice può essere errato.
La richiesta di modifica si effettua direttamente presso l’INSEE. Dal 1° gennaio 2023, le formalità di creazione e modifica passano attraverso il punto unico gestito dall’INPI, che sostituisce i precedenti centri di formalità delle imprese (CFE). Per gli artigiani, l’INPI è diventato l’interlocutore principale per le pratiche amministrative, comprese quelle relative al registro delle professioni.
I casi più frequenti di errore riguardano le imprese che esercitano più attività. Il codice APE riflette solo l’attività principale, determinata secondo criteri di fatturato o di personale. Un falegname che sviluppa un’attività di commercio di legno può vedere il suo codice APE passare dal settore artigianale al commercio, con ripercussioni sul suo contratto collettivo e sui suoi contributi.
- Verificare il proprio codice APE sul registro Sirene o sull’avviso di situazione INSEE.
- Confrontare il codice attribuito con la descrizione reale dell’attività principale.
- In caso di discrepanza, inviare una richiesta di modifica all’INSEE tramite il punto unico INPI.
- Per il codice APRM, contattare direttamente la CMA competente.
La distinzione tra codice APRM e codice APE rimane strutturante per ogni impresa artigianale. Il primo certifica uno stato, il secondo classifica un’attività. Con la riforma NAF prevista per il 2027, gli artigiani e gli imprenditori hanno un interesse concreto a verificare fin da ora la coerenza tra questi due identificatori, prima che la riattribuzione automatica produca i suoi effetti.